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l'oratorio per la preghiera

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Art. 8 -Le religioni sono eguali davanti alla legge-
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Usama
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MessaggioInviato: Dom Nov 11, 2007 11:33 pm    Oggetto: l'oratorio per la preghiera Rispondi citando

LA DECISIONE DEL PARROCO DI Paderno Veneto. zAIA (LEGA): IL VESCOVO CHIARISCA
Una chiesa al venerdì diventa moschea
«Non c'è dialogo se si chiudono le porte. Preferisco i musulmani che pregano ai cristiani che bestemmiano»

ONZANO VENETO (Treviso) - C'è una chiesa, a Paderno di Ponzano Veneto, che di venerdì diventa moschea, per favorire l'integrazione religiosa. Il parroco di Santa Maria Assunta, don Aldo Danieli, ha deciso di riservare alcuni locali della parrocchia alla preghiera e all'incontro degli immigrati musulmani. A Ponzano, che si trova in provincia di Treviso, risiedono 11.400 abitanti mentre i nuclei familiari di immigrati stranieri sono 232, circa 650 persone, provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall'Est Europa.

IL DIALOGO AVVIENE SE NON SI CHIUDONO LE PORTE - «È inutile parlare tanto di dialogo se poi gli sbattiamo la porta in faccia. Papa Wojtyla li ha chiamati cari fratelli musulmani, come si fa allora a chiudergli la porta? Per me sono tutti figli di Dio». Agli immigrati di fede musulmana che vivono a Paderno di Ponzano Veneto e dintorni Don Aldo, 69 anni, le porte le ha spalancate mettendo a loro disposizione per la preghiera del venerdì l'oratorio della parrocchia, con annessa cucina e palazzetto, che ha contribuito a costruire anche con le sue mani. Il venerdì sono circa 200 i musulmani che arrivano da varie parti e si riuniscono a pregare nel locale che un giorno alla settimana diventa una moschea, ma per la fine del Ramadan e la festa del montone il numero sale a 1000-1200. «Loro me l'hanno chiesto e io ho detto di sì - spiega il parroco - Gli oratori del resto rischiano di fare le ragnatele».

CRITICHE E RESISTENZE - Una decisione quella presa da don Aldo due anni fa che all'inizio ha fatto storcere il naso a più di un parrocchiano. E non solo visto che, come racconta lui stesso, anche il vescovo e la Curia hanno fatto arrivare all'orecchio di don Aldo le loro perplessità: «Io, ingenuamente, non avevo chiesto il permesso nè al vescovo, nè a nessun altro perché per me è come fare la carità - ha spiegato don Aldo -. Del resto sono più vecchio del vescovo e sono stato anche suo professore. Comunque se me lo avessero proibito non sarei stato disposto ad obbedire». Don Aldo è molto convinto della propria scelta e con i suoi parrocchiani più recalcitranti è stato chiaro fino alla provocazione: «Preferisco i musulmani che pregano ai cristiani che bestemmiano. Se pensate di farmi diventare razzista vi sbagliate». L'anno scorso a don Aldo erano arrivate alcune e-mail che lo sollecitavano a stare «con le sue pecorelle» invece di aprire le porte ai musulmani: «Qualcuno mi diceva di stare attento - racconta - perché dove vanno a pregare prima «ci sgozzano i montoni» e «poi diventano padroni loro». Insomma le contestazioni non sono mancate, ma io ho riunito il Consiglio pastorale e ho spiegato che non bisogna avere paura. Il Papa ci invita a spalancare le porte a Cristo e Cristo sono anche i musulmani. Adesso va meglio. È un processo lento e faticoso, ma sta cominciando».

LA LEGA: IL VESCOVO INDAGHI -  «Mi appello al vescovo Mazzocato perchè chiarisca la posizione di questo parroco che non sono convinto sia in linea con il comune sentire della Chiesa; non mi risulta, infatti, ci siano state in Veneto altre iniziative di questo genere». E' stato questo il commento del Vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, Luca Zaia, alla decisione del parroco di Ponzano Veneto. «A parte il fatto che non esiste in questo nessun principio di reciprocità - ha detto Zaia - visto che nei loro Paesi non ci prestano certo le moschee per svolgere le nostre funzioni, comunque, la mia non vuole essere una presa di posizione frutto di pregiudizi, semplicemente non mi si faccia credere che l'integrazione passa attraverso queste iniziative 'buoniste'. Io dico che integrazione significa ben altro e il processo, semmai, deve essere inverso, deve partire dagli immigrati. Sono loro a dover dimostrare che desiderano veramente integrarsi e per far ciò devono innanzitutto cominciare a rispettare le nostre leggi, i nostri usi e costumi, le nostre tradizioni, la nostra identità e la nostra cultura. Gli immigrati devono sapere che, a casa nostra, prima di rivendicare diritti bisogna aver adempiuto ai propri doveri».

INCONTRO TRA VESCOVO E PARROCO - «Mai la chiesa parrocchiale è stata data alla comunità islamica per incontri di preghiera». Si conclude con questa precisazione un breve comunicato diffuso sabato dalla diocesi di Treviso in merito alle notizie riguardanti la concessione di spazi parrocchiali a fedeli islamici da parte del parroco di Paderno di Ponzano Veneto (Treviso). Il vescovo, mons. Andrea Bruno Mazzoccato, informa la nota, «ha incontrato don Aldo Danieli, parroco di Paderno, per avere chiarimenti circa alcune sue dichiarazioni evidenziate dai quotidiani e da alcuni organi radiotelevisivi». «All'interno di un dialogo fraterno e cordiale - è detto - don Aldo ha ribadito la sua obbedienza al vescovo e la piena disponibilità a trovare una soluzione al problema». In merito ad eventuali provvedimenti nei confronti del sacerdote ed alla prosecuzione delle attività di preghiera dei fedeli islamici nei locali della parrocchia, il portavoce del vescovo, successivamente interpellato, non ha fornito ulteriori precisazioni.

fonte: corriere della sera
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Usama
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MessaggioInviato: Dom Nov 11, 2007 11:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

l vescovo interviene sull'uso dell'oratorio di Paderno Ponzano concesso ai musulmani
La difesa di don Aldo: "Inutile parlare di dialogo se poi gli sbattiamo la porta in faccia"
La Diocesi di Treviso: "Moschea in chiesa?
Non si può fare, il parroco obbedisca"

<B>La Diocesi di Treviso: "Moschea in chiesa?<br>Non si può fare, il parroco obbedisca"</B>
TREVISO - ''La chiesa parrocchiale di Paderno di Ponzano veneto non è mai stata data alla comunità islamica per incontri di preghiera''. Lo precisa il vicario generale della diocesi di Treviso, monsignor Corrado Pizziolo, intervenendo sulle polemiche relative agli incontri di preghiera dei musulmani di Paderno in un locale adiacente all'oratorio parrocchiale.

Il vescovo di Treviso Andrea Bruno Mazzocato, ha incontrato don Aldo Danieli, parroco di Paderno, per avere chiarimenti circa alcune sue dichiarazioni riprese dai quotidiani di oggi. ''All'interno di un dialogo fraterno e cordiale - si precisa in una nota del vicario generale - don Aldo ha ribadito la sua obbedienza al vescovo e la piena disponibilità a trovare una soluzione al problema''.

L'esperimento di mettere l'oratorio a disposizione dei tanti musulmani che vivono a Ponzano Veneto è di oltre un anno fa. Grazie al parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, l'eccezione è diventata regola: ogni venerdì i locali della parrocchia si trasformano in moschea. Scelta unica in Italia che ha fatto insorgere la Lega e il suo leader: "Non credo che chi frequenta quella parrocchia sia felice di quanto accade", ha detto Umberto Bossi.

Ponzano Veneto, regno dei Benetton, ha oltre seicento stranieri (232 famiglie, per la maggior parte dell'Africa settentrionale e dell'Est europeo) su 11.400 residenti. Ecco perché don Aldo, 69 anni, non si è fatto problemi e ha offerto le stanze (l'oratorio con cucina) a circa duecento musulmani, molti di più durante le ricorrenze. "È inutile parlare tanto di dialogo - ha detto il parroco - se poi gli sbattiamo la porta in faccia".

fonte: la Repubblica
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MessaggioInviato: Dom Nov 11, 2007 11:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Don Aldo Danieli ha deciso di riservare, un giorno
alla settimana, alcuni locali della chiesa alla preghiera islamica
La parrocchia il venerdì diventa moschea
da Treviso regalo alla comunità musulmana

TREVISO - Una chiesa che di venerdì diventa moschea per favorire l'integrazione religiosa. E' accaduto a Paderno di Ponzano Veneto (Treviso), dove il parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, don Aldo Danieli, ha deciso di riservare, ogni venerdì, alcuni locali della parrocchia alla preghiera e all'incontro degli immigrati musulmani.

A renderlo noto è stata l'Auser (l'onlus che si occupa di volontariato e promozione sociale per gli anziani), durante un convegno sull'integrazione in Italia tenutosi a Roma. L'associazione ha inoltre sottolineato che negli stessi locali di questa parrocchia alcune volontarie, dopo aver avviato una collaborazione con il Centro islamico di Treviso e insieme ad alcune donne immigrate, riescono a far "incontrare culture ed esperienze diverse, abbattendo i muri dell'incomprensione e dell'intolleranza".

Ma il lavoro compiuto da don Aldo Danieli, della parrocchia di Paderno, va ben al di là di una messa a disposizione dei locali. Lo spazio interno della sua chiesa è ampio ed è stato ritrutturato di recente. "Perchè non metterlo a disposizione di chi ha bisogno?" si è chiesto qualche anno fa. E così ha fatto. Il primo passo è stato a favore di un gruppo di ghanesi di religione protestante. Ogni domenica la parrocchia viene messa a loro disposizone per pregare e seguire i riti della confessione religiosa.

Ma far sì che la comunità locale li accettasse non è stato facile, ci sono voluti incontri di avvicinamento con la cittadinanza, organizzati dallo stesso Danieli. "La gente teme che il diverso sia per forza anche pericoloso - racconta il diacono - e spesso dimentica le parole di Giovanni Paolo II: non abbiate paura...".

Lo stesso percorso di "inserimento" ed accettazione è stato fatto dal parroco quest'anno a favore dei musulmani, per far sì che la comunità accettasse il fatto che i locali della chiesa fossero messi a loro disposizione. Le polemiche ci sono state, non tutti erano d'accordo, ma alla fine la volontà di ferro di questo parroco - e lui stesso si definisce uno spirito "controcorrente" - ha prevalso. "Le alte istituzioni della Chiesa hanno il dovere di essere prudenti - conclude Danieli - noi invece, che siamo degli operai del Signore, dobbiamo sfondare il muro del pregiudizio".

Don Aldo Danieli ha fatto il professore di latino e greco tutta la vita. Adesso è in pensione e si dedica alla comunità, collaborando attivamente con l'Auser. L'ultima iniziativa organizzata è stata un pranzo inter-etnico nei locali della chiesa. Musulmani, protestanti e cattolici seduti alla stessa tavola.

A Ponzano risiedono 11.400 persone. I nuclei familiari di immigrati stranieri sono 232, circa 650 persone, provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall'Est Europa.

fonte: la Repubblica (9 novembre 2007)
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muna



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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 3:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

salam alaycom Smile

iniziativa questa, molto importante e rallegrante, speriamo che nn rimangaun fenomeno locale, ma che le sue buone intenzioni siano al più presto diffuse anche a livello nazionale...
ovviamente nn sarà un persorso facile, ma è bello cmq sapere che l'idea e la voglia di integrazione in generale e quella religiosa in particolare sia anche pensata e voluta dal popolo che ci ospita....

Arrow
per l'occasione vorrei condividere con voi fartelli e sorella la bella nostizia riguardante la moschea di Brescia, che come molti sanno è la secondo mosche dopo quella di Roma, per dimensioni....
è stato concessa la possibilità di progettare la costruzione di un minareto che rispetti ovviamente regole ben precise, in seguito ad un cenismento che verrà somministrato agli abitanti dei dintorni per l'ottenimento del loro consenso e conferma, si procederà inchallah alla costruzione nn solo del minareto ma anche dell'ampliamento dell'edificio..........
bi idhni allah al più presto avremo una vera e propria moschea inchallah...... Exclamation Exclamation Exclamation

fi amani llah

muna
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muna



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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 5:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

salam alaycom!

ad un'ora dalla pubblicazione del mio commento, mi ritrovo già costretta a riscrivere....questa volta per un fatto spiacevole.
Oggi è stato pubblicato su "la Repubblica" un articolo cosi intitolato:
PADOVA, CORO DI PROTESTA CONTRO IL MAIALE ANTI-MOSCHEA

PADOVA, il “maiale day” leghista, volto contaminare l’area destinata dal comune alla costruzione di una nuovo moschea, nn fermerà la comunità islamica, “Crediamo nel Signore nn nelle superstizioni”, dichiara l’imam Kalhil Boussuni”e qui intendiamo realizzare il nostro luogo di pace e di preghiera dove saranno ammessi soltanto i fedeli”. La “passeggiata” dei militanti del Carroccio con il suino “Romano” al guinzaglio, capitanata da Mariella Mazzetto (già sottosegretario alla pubblica istruzione nel Governo Berlusconi ) ha suscitato la condanna generale: “Manifestazione aberrante”, la definisce il governatore azzurro del Veneto Giancarlo Galan; “Atto grave e intollerabile, preghiamo perché atti simili nn si ripetano”, commenta il delegato all’ecumenismo della diocesi monsignor Givanni Brusegnan; “un gesto vergognoso che può alimentare odi e rancori”. Rincara il sindaco diessino Flavio Zanonato. In mattinata una delegazione “trasversale” di esponenti politici, associazioni pacifiche, laici e religiosi, si è recata sul luogo dello “sfregio”- uno stabile dimesso a ridosso della zona industriale di Padova – per esprimere solidarietà e vicinanza ai fedeli musulmani.
I verdi, poi, andati oltre: “questo gesto si configura come oltraggio e incitazione all’odio”, sostiene Aurora D’Agostino avvocato e consigliere comunale del Sole che ride “perciò oggi presenterò alla procura un esposto-denuncia. Confido che la magistratura abbia già aperto un fascicolo sul caso: la legalità tanto sbandierata dalla destra non può essere a senso unico”. Ma anche nella Lega c’è chi teme l’effetto boomerang: “ Su questi temi occorre coinvolgere la gente, promuovere referendum di quartiere, ma evitare strappi che rischiano di renderci antipatici e isolarci”, fa sapere il moderato Roberto Maroni. “il nostro obbiettivo era attaccare l’amministrazione di sinistra che privilegia gli immigrati stranieri rispetto agli italiani”, ribatte il segretario leghista padovano Maurizio Conte “e ribadire il principio della reciprocità: quante chiese cristiane ci sono in Arabia Saudita?”. “A Padova hanno fatto un ottimo lavoro, dovunque c’è odore di moschea ci sarà anche il nostro maialetto, in ballo c’è la difesa della nostra identità”, promette il falco Roberto Calderoni.
A Padova i musulmani sono oltre 7mila e costituiscono la più folta comunità islamica del Nordest.

Fonte. La Repubblica - lunedi 12 novembre 2007


qui di seguito vi riporto delle frasi riassuntive e a voi spetta il commento...:

“maiale day” leghista, volto contaminare l’area destinata dal comune alla costruzione di una nuovo moschea…,

…“Crediamo nel Signore nn nelle superstizioni”, dichiara l’imam Kalhil Boussuni”e qui intendiamo realizzare il nostro luogo di pace e di preghiera dove saranno ammessi soltanto i fedeli”.

…..commenta il delegato all’ecumenismo della diocesi monsignor Givanni Brusegnan; “un gesto vergognoso che può alimentare odi e rancori”….

una delegazione “trasversale” di esponenti politici, associazioni pacifiche, laici e religiosi, si è recata sul luogo….– per esprimere solidarietà e vicinanza ai fedeli musulmani.

I verdi: “… il nostro obbiettivo era attaccare l’amministrazione di sinistra che privilegia gli immigrati stranieri rispetto agli italiani”….,

….ribatte il segretario leghista padovano Maurizio Conte “e ribadire il principio della reciprocità: quante chiese cristiane ci sono in Arabia Saudita?....”.

“….dovunque c’è odore di moschea ci sarà anche il nostro maialetto, in ballo c’è la difesa della nostra identità”, promette il falco Roberto Calderoli…..


fi amani allah

mouna
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zillalilla_bis



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MessaggioInviato: Mer Nov 14, 2007 12:00 pm    Oggetto: maiale day Rispondi citando

as'Salamu aleikum a tutti voi, sinceramente questa storia del maiale che fa la passeggiata la trovo davvero ridicola e secondo me getta fango sui leghisti e quindi è tutta a nostro favore. Se credono davvero che basti la passeggiata del maiale a non farci più costruire delle moschee che continuino a crederlo, beata ignoranza! Sono solo ridicoli, in diverse occasioni ho trovato le manifestazioni leghiste a livelli davvero bassi di cultura, tipo le ripicchine che si facevano alle scuole elementari. Non sono degne di nota. Il prete che apre le porte dell'oratorio per la preghiera del Venerdì invece è da lodare, come possiamo far sentire a lui il nostro appoggio e la nostra benevolenza? In cerca di suggerimenti, Salam a tutti.
Amina Laura
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Abdel Nur



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MessaggioInviato: Mer Nov 14, 2007 9:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho cercato l'email del parrocco di Paderno di Ponzano Veneto, don Aldo Danieli, ma il massimo risultato è stato il recapito del rappresentante dell'Azione Cattolica del paese. Proverò a scriverle per ottenere l'indirizzo del sacerdote, e se lo rintracciassi lo trascriverò qui, chiedendogliene il consenso.

Pare comunque che il gesto del "coraggioso" parroco fosse destinato ad avere poco futuro. C'è infatti una note specifica, risalente al 1993, emanata dalla Conferenza Episcopale Italiana, che riguarda proprio situazioni come quella che s'è venuta a creare presso la parrocchia di don Aldo.
Premessa la priorità morale di testimoniare "il rispetto, l'accoglienza, la solidarietà e quindi il rifiuto di ogni discriminazione verso gli immigrati", viene successivamente chiarito che "le comunità cristiane, per evitare inutili fraintendimenti e confusioni pericolose, non devono mettere a disposizione, per incontri religiosi di fedi non cristiane, chiese, cappelle e locali destinati al culto cattolico, come pure ambienti destinati alle attività parrocchiali".
[Commissione ecclesiale CEI per le migrazioni, "Ero forestiero e mi avete ospitato. Orientamenti pastorali per l’immigrazione", 1993, pp. 44-45]

Questo è per molti versi comprensibile, e forse, in prospettiva, anche positivo. Pare fosse ormai qualche anno che i locali della parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto erano stati resi disponibili alla locale comunità islamica per la preghiera congregazionale; in un certo senso, questa soluzione ha risolto una preliminare carenza: l'assenza di un altro luogo ove i musulmani potessero riunirsi per il culto. Oggi, con lo scoppio dello "scandalo", il problema torna alla luce.
Ora, le disposizioni ecclesiastiche raccomandano la solidarietà nel mantenimento delle differenze. Questo, a livello politico, potrebbe comportare una collaborazione "esterna" per promuovere la condizione dei musulmani in quella zona. Chiaramente le pressioni politiche di senso opposto sarebbero assai intense, ma mi sembra forse preferibile un don Aldo che s'impegna insieme ai fratelli di Paderno per tutelare il loro diritto ad un luogo di ritrovo dignitoso, piuttosto che un don Aldo costretto a far tutto di nascosto, quasi a dispetto dei suoi stessi parrocchiani - che pure pare si fossero via via dimostrati più comprensivi e disponibili, su esempio del loro pastore.

E' perciò che non mi sentirei di sottovalutare gli episodi del pascolo di maiali. Di per sé sono poc'altro che sciocchezze, siamo intesi; ma esprimono - e catalizzano - un disagio che sarebbe improvvido scansare ed ignorare. E', anzi, proprio il livello di cultura - mediamente piuttosto basso - che caratterizza l'elettorato leghista a renderlo una sorta di interlocutore privilegiato, quella "pancia" della società con cui dobbiamo soprattutto confrontarci e tranquillizzare.
Mi viene in mente quell'episodio in cui il Profeta - Pace e benedizioni su di lui - si accigliò quando un povero cieco gli s'avvicinò per domandargli dell'Islam mentre lui era intento a spiegarne i fondamenti ad alcuni ricchi alteri. La situazione è chiaramente diversa, giacché il "popolino" che oggi è particolarmente sensibile alle suggestioni xenofobe non dimostra alcuna disponibilità all'ascolto né ardente devozione; tuttavia ad esso dovremmo forse dedicare una speciale attenzione, moltiplicando le occasioni di colloquio e comunicazione, piuttosto che badare, come capita in alcuni casi, ai movimenti "in alto", che certo possono determinare cambiamenti notevoli, ma rischiano di incidere solo parzialmente sui rapporti concreti che intessono le relazioni sociali.
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